I figli della vedova, Luigi Troisi 1989
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I figli della vedova, Luigi Troisi 1989

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I figli della vedova, Luigi Troisi 1989

Antologia per i liberi muratori.

I figli della vedova, Luigi Troisi 1989

Antologia per i liberi muratori.

Introvabile testo di uno dei più grandi studiosi della Massoneria mancato nell'ottobre 2015.

Edizioni Atanòr.

Testo in eccellenti condizioni ma con alcune sottolineature. 493 pagine, una vera e propria antologia molto preziosa.

Riproduciamo (tratto dal sito del GOI) il ricordo di un F.llo:

In omaggio a Luigi Troisi, riproduciamo il ricordo di un Fratello che lo ha conosciuto.

Luigi Troisi era un nostro fratello. Apparteneva alla Loggia Mazzini n. 672 all’Oriente di Salerno ed è passato all’Oriente Eterno. I suoi fratelli lo hanno ricordato in una tornata tenutasi il primo ottobre. Il Maestro Venerabile nel corso della tornata mi ha concesso la parola per tracciare una breve tavola commemorativa. Invero, pur non appartenendo all’officina Mazzini, ho conosciuto e frequentato Luigi Troisi negli anni di apprendistato. Invero è proprio dal “farsi apprendista” ho iniziato il mio ragionamento. Nella quotidianità del mondo contemporaneo il farsi apprendista è cosa complicata. Infatti ognuno pensa di sapere tutto poiché tutto il sapere essendo a portata di tutti sembra essere di tutti senza necessità di confronto né di maestri. I potenti medium si declinano in messaggio e cresce la grande illusione. Questa illusione non lascia indenne la nostra Istituzione per la tentazione nozionistica finalizzata strumentalmente alla “scalata” dei gradi. Farsi apprendista, essere disposti ad ascoltare, a farsi correggere da un maestro è l’unica strada. Le belle tavole con il taglia incolla sono sintomatiche della mancata crescita individuale. Ebbene farsi apprendista di un maestro è la strada. Ed i maestri ci sono. È necessario “scovarli” ammettere che il vero sapere è frutto di sacrifici e che il nostro rito applica a noi i suoi strumenti i suoi simboli e che non capirlo è una iattura. Chi scrive ha frequentato Luigi per capire, per avere le indicazioni necessarie. All’epoca Luigi Troisi faceva parte del Centro per la Storia della Massoneria e a Roma dormiva su un divano; all’epoca lavorava alla stesura del Dizionario Massonico per i tipi di Bastogi. A Salerno lo raggiungevo nel pomeriggio e lo trovavo spesso intento a scrivere. Egli interrompeva il suo lavoro e utilizzando la casualità, del mio arrivo e della voce cui lavorava, si avviava una discussione. Egli sosteneva che l’interpretazione di un argomento non poteva avvenire se non con il preventivo studio, che solo quando l’accumulo dei dati necessari fosse avvenuto si potesse tentare di scrivere qualcosa.  All’epoca c’era un film che descriveva un Mozart frivolo e farfallone un genio, malgrado lui. Ebbene Luigi aveva ragione su Mozart ed i recenti studi lo dimostrano. Luigi Troisi ha illuminato, ad uso dei fratelli, il percorso formativo che consente l’interpretazione. Le sue opere e soprattutto i dizionari, sono fonti inesauribili e permettono di velocizzare l’accumulo dei dati necessari. Basta prendere una sola voce del dizionario massonico per scoprirlo. L’immenso parco di fonti consente di utilizzare un sol testo invece di utilizzarne cento o mille. Quel parco era la sua casa tappezzata di libri nella parte alta della città di Salerno. Da quell’immensa biblioteca Luigi ha tratto per noi l’aurum potabile. Era ed è, la sua, un’opera estesa come eccezionale fu nel 1988 l’agenda massonica. Per ogni giorno, in calce alla data era segnato un evento storico relativo alla nostra Istituzione – Io l’ho sempre utilizzata. 

Ecco chi era Luigi e cosa ha fatto per noi. Ora che Luigi è passato all’Oriente Eterno tutto il suo lavoro per noi resta nelle sue opere. Certo si tratta di aggiornarlo ma il Grande oriente d’Italia c’è. Ha le sue riviste, i suoi studi, la sua biblioteca e lì nei libri, nel sapere, nella cultura, Caro Luigi, in verità non muore mai nessuno.

Ottavio il tuo apprendista

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